Huck Finn

scrittori e scritture; libri e riviste; racconti e raccontati

31.12.05

La fine degli anni settanta, lo scavo nella memoria che dobbiamo compiere

Alla ricerca di alcune radici culturali. Forse questo scavo nella cultura - quella vissuta anche emotivamente, non quella semplicemente ufficiale - mi ha spinto a leggere il libro di Eco (La misteriosa fiamma della regina Loana) al quale ho fatto quache accenno nei giorni scorsi.
Ma come se mi fossi illuminato, all'improvviso, ieri e oggi ho visto chiaramente che lo scavo va fatto là, alla fine degli anni settanta, ho meglio a cavallo fra i settanta e gli ottanta.
Quando nella società italiana e dentro di me e di molti di noi, della nostra generazione nata all'inizio degli anni sessanta, dentro di noi dicevo, è avvenuto un cambiamento fondamentale, di prospettiva riguardo al futuro, di umore culturale; cambiamento che in qualche misura e forma ha a che fare anche con la delusione per quello che gli anni settanta erano stati, avevano promesso ma non avevano mantenuto, lasciandoci un po' cupi, delusi e forse con meno speranze di quelle che speravamo di avere.

24.12.05

Eco, La regina Loana deludente?

Beh, poco oltre un terzo nella lettura dell’ultimo romanzo di Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana. Idea notevole, viene da dire, svolgimento, per ora, un po’ deludente: Come se Eco, mirabile nella scrittura saggistica, confermasse un po’ di difficoltà nella scittura narrativa, come se volesse metterci dentro un po’ troppo alcune intuizioni sulla comunicazione che forse non sono così definite da essere teorizzate e tematizzate in un saggio. Ricordo che sul romanzo di Eco c’è un notevole esperimento di Wiki: Una regina Loana annotata collettivamente dai lettori

Due piccoli grandi libri: buddismo laico - Batchelor e Hagen

Fra i libri letti quest'anno che hanno lasciato un segno (a proposito, chi vuole dare un'occhiata a quelli scelti dai partecipanti al gruppo di lettura di Cologno, li trova sul blog del gruppodilettura.blogspot.com, oppure attraverso il tag di delicious) mi piace citare: Stephen Batchelor, Buddhism without Beliefs, Bloomsbury; e Steve Hagen, Buddhism plain and simple, Penguin.
Due piccoli libri che potremmo definire "introduttivi"; definizione che però è decisamente riduttiva. la portata dei due libri infatti mi pare assai maggiore di quella di semplice avvio alla conoscenza del buddismo. Il testo di Hagen attraversa in modo credo ortodosso i fondamenti di base: le quattro verità, con, nell'ultima verità, il sentiero suddiviso in otto parti, per arrivare alla cessazione del duhkha (concetto complesso, a volte tradotto con "sofferenza", ma che comprende molti aspetti diciamo così difficili della condizione umana). Batchelor va decisamente oltre, tralascia l'esposizione
sistematica e estrae dal buddismo alcune idee per radicalizzarne la forza "laica", non religiosa.
Nelle parole di Batchelor, tra l'altro, eccheggiano spesso i concetti di fallibilità, contingenza, dubbio: così frequenti in quel piccolo libretto sull'essere laico, Giulio Giorello, Di nessuna chiesa, del quale abbiamo parlato nei giorni scorsi.